Il collo di bottiglia del presales cybersecurity
Di Team Cyberangels5 min di lettura
Il tuo commerciale conosce i suoi clienti da anni. Sa quando scade il contratto, sa chi firma davvero, sa che in quell'azienda di ventidue persone il gestionale lo tiene in piedi il figlio del titolare. Poi la PMI chiede se quella storia del ransomware riguarda anche lei, e la risposta che esce è sempre la stessa: "ti faccio richiamare dal tecnico". Da quel momento la trattativa non è più sua.
Non è pigrizia e non è un corso di formazione saltato. È che sulla sicurezza il commerciale non ha in mano niente di specifico su quel cliente: nessun fatto, nessuna data, nessuna frase pronta per la seconda domanda. Quindi passa la palla, e la palla finisce in coda.
Il prodotto ce l'hai già, la fiducia anche
Quando la vendita di sicurezza non decolla, le spiegazioni che arrivano per prime sono due, e di solito sbagliate entrambe. La prima dice che manca il servizio giusto a catalogo. La seconda dice che la PMI non ti vede credibile sulla sicurezza, perché tu sei quello della connettività.
Guarda il tuo listino prima di crederci. Endpoint, backup, protezione della posta, assessment, formazione: c'è già quasi tutto, spesso in bundle con un fornitore che ti riconosce marginalità. E la fiducia c'è più di quanto pensi, perché quando la rete si pianta il titolare chiama te, non un consulente trovato su internet. Il pezzo che manca sta esattamente in mezzo, e ha un nome poco affascinante: presales.
Ogni trattativa aspetta la stessa agenda
Conta le persone che, nella tua struttura, possono guardare il dominio di una PMI e dire in dieci minuti cosa è esposto, quanto pesa e quale servizio lo chiude. Di solito è una. Al massimo due, e una delle due è in delivery su un progetto che slitta.
Quella persona è il collo di bottiglia, e non perché lavori male: perché il suo calendario è l'unico moltiplicatore che hai. Il commerciale gli manda la richiesta martedì, lui la guarda il lunedì dopo, la proposta parte a metà della settimana successiva. Nel frattempo il cliente ha parlato con il suo fornitore IT, quello che gli ha installato i computer e che passa in ufficio ogni tanto, e la sicurezza l'ha comprata da lì. Non perché costasse meno: perché è arrivato prima con una risposta.
La metrica che nessuno guarda in riunione
Nelle riunioni commerciali si guardano pipeline, tasso di chiusura, valore medio del contratto. Sulla sicurezza il numero che decide tutto è un altro, e quasi nessuno lo misura: quante conversazioni riesci a preparare in una settimana.
"Preparata" non vuol dire che il commerciale ha letto la scheda prodotto. Vuol dire che entra in chiamata con:
- un fatto verificabile e datato su quel cliente, per esempio un servizio di amministrazione remota raggiungibile da internet, oppure le caselle di due dipendenti finite dentro un data breach;
- le domande che servono a capire se quel fatto pesa davvero, e su cosa;
- l'obiezione che sentirà ("ci pensa il nostro informatico") con la risposta costruita sui dati di quel cliente e non su una slide generica;
- il servizio del tuo catalogo che chiude quel rischio, al tuo prezzo, dentro un documento che porta il tuo marchio e resta sul tavolo del cliente.
Se ognuna di queste conversazioni costa due ore del tuo unico esperto, la tua capacità commerciale sulla sicurezza è la sua agenda divisa per due ore. Puoi assumere altri sales engineer, e prima o poi li assumerai. Intanto il mercato si muove più in fretta della tua pipeline di recruiting, e la NIS2 non aspetta che tu abbia finito i colloqui.
Spostare la preparazione fuori dall'agenda di una persona
Qui si vede la differenza fra uno strumento di sicurezza e un co-worker. Lo strumento ti restituisce un report tecnico: prezioso per il tecnico, illeggibile per il commerciale e per il titolare della PMI. Il co-worker prepara la conversazione.
Il lead generation co-worker tiene aggiornato il quadro di rischio su ogni PMI della tua base. Legge i segnali (asset esposti, credenziali comparse in un data breach, questionari compilati, postura, copertura di compliance) e ti dice chi chiamare e perché, con una data accanto al motivo. Il sales co-worker prende quel fatto e lo trasforma in un brief in quattro fasi (Prepare, Discovery, Objections, Close): cosa sapere prima, cosa chiedere in chiamata, come rispondere alle obiezioni con i dati di quel cliente, cosa proporre alla fine.
Due cose che non fa, e vale la pena scriverle. Non inventa: dove non c'è un dato lo dichiara, così nessuno entra in chiamata con un numero che non regge alla prima domanda. E non vende al posto del commerciale, perché la relazione con la PMI resta di chi ce l'ha già; il co-worker toglie di mezzo solo la parte che oggi la blocca.
Come entra in azienda, che conta quasi quanto il resto
Il modo in cui tutto questo arriva alla forza vendita pesa sul risultato. La piattaforma sta sopra i sistemi che hai già, senza integrazioni da progettare, e parla con il tuo brand: il commerciale vede il tuo logo, il cliente riceve un report con il tuo logo, i servizi proposti escono dal tuo catalogo e dal tuo listino. Dall'accordo al portfolio attivo passano meno di 5 giorni, e quel tempo dipende soprattutto da quanto in fretta decidi quali servizi mettere in vetrina e su quale gruppo di clienti partire.
Il resto è la parte noiosa e necessaria: scegliere il primo gruppo di PMI da toccare, dare ai commerciali un motivo concreto per chiamarle, guardare quante di quelle chiamate diventano un secondo appuntamento.
Se la vendita di sicurezza nella tua base PMI è ferma, prima di rifare il listino o di lanciare l'ennesima campagna misura una cosa sola: quante conversazioni la tua rete riesce a preparare davvero, e da quante persone dipende quel numero. Il collo di bottiglia è lì, e non è il prodotto.